Conosci l’artista

Dalla Germania del Nord all’arte digitale

Sono Felix van Horst, un artista digitale tedesco nato nel 1988 nella Germania settentrionale. Crescendo in una famiglia numerosa, fin da piccolo sono stato attratto dall’arte e dalla musica: due mondi che offrivano libertà, immaginazione e un modo di guardare oltre l’ordinario.

Non ho mai studiato arte né ricevuto una formazione artistica accademica. Ho invece studiato ingegneria e management e in seguito ho iniziato a lavorare per una grande azienda. Il desiderio di creare, però, non è mai scomparso. Con il tempo ho trovato la mia strada verso le arti visive e ho iniziato a esplorare le possibilità creative del computer, imparando da autodidatta, sperimentando liberamente e sviluppando gradualmente un linguaggio visivo personale.

Ispirazione e visione artistica

Tra le mie influenze artistiche ci sono il Fauvismo, il Cubismo, l’Espressionismo, l’arte naïf e di ispirazione popolare e l’astrazione geometrica. Per quanto riguarda gli artisti, sono particolarmente affascinato dalle opere di Friedensreich Hundertwasser e Gustav Klimt. La mia più grande fonte di ispirazione, tuttavia, è viaggiare. Ogni viaggio mi fa incontrare nuovi paesaggi, città, culture, persone e prospettive. Queste esperienze entrano continuamente nei miei soggetti, nei miei colori e nei miei mondi immaginari.

Il mio linguaggio visivo

Il colore è uno degli elementi fondamentali del mio lavoro. Uso tonalità vivaci e sature non semplicemente per descrivere la realtà, ma per plasmare l’atmosfera e la temperatura emotiva di un’immagine. Gli edifici possono diventare turchesi, cremisi, viola, arancioni o blu elettrico. Acqua, vegetazione, figure e cieli possono assumere colori più emotivi che naturalistici.

Cerchi, spirali, finestre, fiori, occhi, soli, riflessi e increspature ricorrono nel mio lavoro e sono gradualmente diventati parte della mia firma visiva. Queste forme mi permettono di muovermi tra rappresentazione e astrazione. Un cerchio può suggerire un fiore, un occhio, un sole o un riflesso e, allo stesso tempo, funzionare come elemento autonomo nella composizione.

L’architettura appare spesso animata anziché matematicamente esatta. Gli edifici si inclinano, si sovrappongono, si comprimono e si raccolgono, mentre finestre, tetti, porte, archi e scale diventano elementi ritmici di una composizione più ampia. I luoghi che creo non vogliono essere rappresentazioni documentarie. Sono ambienti immaginati, modellati da calore, curiosità, abbondanza e piacere visivo.

L’atmosfera complessiva del mio lavoro è volutamente positiva. Cerco di creare intensità senza aggressività, abbondanza senza caos e stilizzazione senza perdere accessibilità emotiva. I miei mondi sono riconoscibili, ma più colorati, ritmici, giocosi e ottimisti della realtà quotidiana.

Un mondo di colore e immaginazione

Ciò che desidero far provare alle persone quando guardano il mio lavoro non può essere definito in una sola frase. Ogni opera ha un carattere proprio, determinato dal soggetto, dai colori e dall’atmosfera. Posso partire da un’idea delle emozioni che vorrei evocare, ma in definitiva l’arte accade negli occhi di chi guarda.

Conta non soltanto ciò che intendevo esprimere, ma anche ciò che lo spettatore scopre e sente osservando l’opera. È lì che l’arte prende davvero vita.

Molte delle mie opere nascono per portare gioia, speranza e un senso di meraviglia. Sono attratto da soggetti fantasiosi e mondi immaginari che invitano chi guarda ad allontanarsi per un momento dalla realtà quotidiana, per godere del colore, della bellezza e della vitalità della vita stessa.

Forse il mio amore per i colori intensi nasce anche dal fatto che vivo nella Germania settentrionale, dove autunno e inverno possono essere lunghi, nuvolosi e grigi. La quotidianità è spesso dominata da tonalità smorzate, sia nell’ambiente che ci circonda sia nel modo in cui le persone si vestono. Attraverso la mia arte creo un contro-mondo: vibrante, giocoso, vivo e pieno di possibilità.

I grandi formati sono una parte essenziale di questa visione. Un’opera di grandi dimensioni cambia immediatamente l’atmosfera di una stanza. Attira lo sguardo, invita a fermarsi e crea spazio sufficiente perché i dettagli si rivelino gradualmente.

Nel migliore dei casi non voglio che qualcuno guardi soltanto per pochi secondi. Voglio che rimanga, esplori e continui a scoprire qualcosa di nuovo.

Quando l’arte è diventata una strada

L’arte è diventata più di una passione privata quando mi sono reso conto che il mio lavoro poteva davvero toccare le persone. I collezionisti hanno iniziato a inviarmi messaggi molto personali su ciò che le mie opere significavano per loro. Una persona ha persino scritto una poesia per sua moglie ispirandosi a una delle mie opere.

Momenti come questi mi hanno mostrato che un’opera può diventare parte dei ricordi, delle emozioni e del mondo personale di qualcun altro. Mi hanno incoraggiato a seguire questa strada più profondamente e a continuare a creare lavori capaci di ispirare, affascinare e mettere in relazione le persone in modi che non potrei mai prevedere del tutto.

Oggi le mie opere hanno trovato casa in oltre 40 paesi nel mondo. I tanti messaggi gentili e le reazioni straordinariamente positive che ricevo dai collezionisti significano moltissimo per me. Sapere che il mio lavoro può portare gioia, accendere l’immaginazione di qualcuno o diventare parte di una storia personale continua a motivarmi a esplorare, evolvere e creare.